In tutto il mondo si ricorda oggi, 16 agosto, l’anniversario della nascita di San Giovanni Bosco. Oggi sono 211 anni! E nonostante l’età… Don Bosco è sempre attuale!
Ecco un bel articolo di approfondimento pubblicato da ANS Agenzia Info Salesiana: buona lettura!
Don Bosco: sempre di Dio, sempre con i giovani
Il 16 agosto 2026 ricorrono i 211 anni dalla nascita di un santo che ha cambiato la vita di migliaia di giovani – non solo quelli della sua epoca, ma anche di innumerevoli altre generazioni successive, in tutto il mondo. Sacerdote, pedagogo, maestro, confessore… fu un uomo con l’orecchio sempre teso all’ascolto della volontà di Dio e con gli occhi sempre rivolti ai suoi amati giovani. Ecco perché la sua figura è di una perenne attualità.
Molte delle opere che oggi associamo spontaneamente a Don Bosco non sono nate con lui. Gli oratori esistevano già, così come le scuole e le iniziative educative per i giovani. Eppure, tutto ciò che passò per le sue mani cambiò volto. Don Bosco ebbe il raro talento di trasformare strumenti già esistenti in modelli educativi capaci di attraversare il tempo e i continenti. Per questo, a quasi due secoli dalla sua nascita, continua a parlare ai giovani e agli educatori di oggi.
La sua forza stava probabilmente nella capacità di vedere oltre l’apparenza. Dove altri vedevano un ragazzo perduto, un vagabondo o un potenziale delinquente, Don Bosco vedeva una possibilità. Sapeva immaginare il lavoratore competente, il padre di famiglia responsabile, il cittadino onesto che quel giovane avrebbe potuto diventare. Prima ancora che educare, Don Bosco sapeva credere.
Come ha recentemente osservato il Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, infatti, Don Bosco era in primo luogo uomo di ascesi e di mistica: “Il suo amore per i giovani sgorgava dall’unione con Dio, alimentata dall’Eucaristia, dalla meditazione della Scrittura e dalla preghiera incessante” (Atti del Consiglio Generale 448). È solo dal suo intimo legame con Dio – intermediato in primo luogo dalla figura della Madonna, suo faro costante – che poteva nascere quella sua azione tenace, costante e completa per i ragazzi più a rischio.
I giovani, per l’appunto, non occupavano soltanto un posto speciale nel suo cuore: erano la sua priorità assoluta. Le cronache raccontano che interrompeva qualsiasi colloquio soltanto per due motivi: una chiamata del Papa o la necessità di un ragazzo. Una gerarchia sorprendente, che dice molto del modo in cui viveva la propria missione.
Tra cantieri, viaggi, predicazione, opere da costruire, benefattori da incontrare e poveri da assistere, trovava sempre tempo per stare con i suoi ragazzi. Prima di tutto per ascoltarli. Conosceva le loro storie, le loro ferite, le loro paure. E spesso bastava una parola, una confidenza, quella celebre “parolina all’orecchio”, per riaccendere fiducia e speranza.
La sua straordinaria capacità educativa nacque anche dalla vita che aveva vissuto. Da giovane imparò dagli acrobati l’arte di conquistare l’attenzione dei coetanei, sperimentò la condizione di orfano, la durezza del lavoro nei campi, la lontananza prematura dalla famiglia; conobbe da vicino le difficoltà economiche e il doversi mantenere da solo gli studi; da giovane prete toccò con mano il dolore delle carceri e dei condannati a morte. Ma nulla andò perduto: ogni esperienza, anche quelle più difficili o dolorose, divennero per lui una lezione da mettere al servizio dei giovani.
In un tempo in cui la Chiesa appariva spesso distante dai ceti popolari, Don Bosco scelse la strada della prossimità. Andò incontro ai ragazzi là dove vivevano, nelle periferie materiali ed esistenziali del suo tempo. L’intera opera salesiana iniziò da un gesto semplice: l’incontro con un giovane muratore, Bartolomeo Garelli. Da quell’ascolto nacque un movimento educativo che avrebbe raggiunto il mondo intero.
Forse è proprio qui il segreto della sua straordinaria attualità. Don Bosco non appartiene al passato perché ha parlato di ciò che non passa mai: il bisogno di essere ascoltati, accolti e accompagnati, avendo sempre una meta chiara, il Cielo. Per questo ancora oggi, in ogni continente, migliaia di famiglie continuano ad affidare i propri figli semplicemente “a Don Bosco”. E lui continua a parlare alle nuove generazioni con la stessa forza di allora.
(fonte: ANS Agenzia Info Salesiana)

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