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Su e Zo per il Veneto 2026: tappa a Conegliano

Nuovo appuntamento itinerante “Su e Zo per il Veneto” riservato ai Volontari TGS Eurogroup, per riconoscere e valorizzare il ruolo del servizio volontario alla base della manifestazione e, al tempo stesso, per promuovere il turismo di prossimità e per riscoprire il territorio locale della Regione Veneto. La “Su e Zo per il Veneto” ogni anno, dal 2020, ci porta a scoprire le città capoluogo di provincia della nostra regione e alcune località minori del nostro territorio.

La seconda data prevista per la rassegna “Su e Zo per il Veneto” 2026 coincideva con l’Incontro di Formazione Volontari TGS Eurogroup svoltosi a Conegliano, in provincia di Treviso, presso il Campus San Francesco, il fine settimana di sabato 9 e domenica 10 Maggio 2026Lo speciale itinerario organizzato sabato pomeriggio dai volontari TGS Eurogroup era parte integrante del loro percorso di formazione. A margine della tappa di Conegliano della “Su e Zo per il Veneto” una nostra Volontaria TGS Eurogroup, Chiara, ha condiviso alcune riflessioni sull’esperienza. Di seguito riportiamo la sua pagina di diario. Buona lettura!


Alla scoperta di Conegliano: tra i vicoli della Contrada Granda e i paesaggi del Prosecco

Cari lettrici e lettori,

oggi vi portiamo tra i vicoli, i palazzi storici e le scalinate di Conegliano. Vogliamo raccontarvi la storia di questo splendido borgo e, soprattutto, di uno dei suoi figli più illustri: il pittore Giovanni Battista Cima, noto a tutti come Cima da Conegliano.

Per l’occasione abbiamo pensato a un itinerario perfetto per scoprire la città passo dopo passo:

  1. La Contrada Granda: Piazza Giovanni Battista Cima, il Municipio, il Teatro dell’Accademia e la Scalinata degli Alpini
  2. Il Duomo
  3. La Sala dei Battuti
  4. La Porta di Dante
  5. La Casa di Cima e la statua
  6. Il Castello
  7. Le Colline del Prosecco

Siete pronti? Ready… Go! 😊

Il nostro viaggio inizia dalla Contrada Granda, il nome tradizionale che indica la via principale del centro storico. Lungo questo asse si concentrano i gioielli della città: il Teatro Accademia, il Municipio e il Duomo.

Il cuore pulsante di quest’area è Piazza Cima. Data la sua posizione adagiata sulla parte bassa del Colle di Giano, la piazza ha una caratteristica che salta subito all’occhio: è in lieve pendenza. Nata e sviluppatasi intorno all’XI secolo come roccaforte difensiva in epoca medievale, visse il suo periodo di massimo splendore dopo l’annessione alla Repubblica di Venezia. Da quel momento divenne un florido snodo commerciale, arricchendosi di palazzi rinascimentali, eleganti portici e opere d’arte.

Oltre a essere una zona di transito, Conegliano era una tappa fondamentale lungo la Strada Regia per via delle sue eccellenze produttive: all’epoca era infatti famosissima per la produzione di lana e tessuti, oltre che per l’agricoltura. Una tradizione, quella vitivinicola, che non solo è rimasta nel tempo, ma ha reso Conegliano celebre in tutto il mondo, tanto da ospitare la prima Scuola Enologica d’Italia.

Proprio qui, nel 1459, nacque Giovanni Battista Cima. Il celebre soprannome “Cima” deriva dal lavoro del padre, che era un cimatore di panni (colui che rifiniva i tessuti, una delle massime eccellenze cittadine dell’epoca).

Da adulto, il pittore si trasferì presto a Venezia per coltivare il suo straordinario talento e, sebbene non sia più tornato a vivere stabilmente a Conegliano per lungo tempo, mantenne sempre vivi i contatti con la terra natia, ricevendo importanti incarichi. Ormai anziano per gli standard dell’epoca, tornò definitivamente nella sua città natale per trascorrervi gli ultimi anni di vita, fino alla morte avvenuta nel 1517 all’età di 58 anni.

Poco distante dalla piazza incontriamo la famosa Gradinata degli Alpini. Inaugurata il 15 ottobre 1950, l’opera ospita sette targhe bronzee poste in onore dei soldati della montagna. Ancora oggi la struttura è gestita, curata e valorizzata con orgoglio dai soci dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini).

Un altro luogo intriso di storia è la splendida Sala dei Battuti. Realizzata dall’omonima confraternita, la sala ha ospitato le riunioni dei Battuti fino al 1806, anno in cui venne soppressa per decreto di Napoleone (una sorte che toccò a tutte le scuole e confraternite veneziane nei tre anni successivi). Nel 1848, in epoca risorgimentale, venne addirittura adibita a prigione.

Oggi lo spazio si divide idealmente in due: da una parte si può ammirare il magnifico ciclo di affreschi cristologico, dall’altra sono esposti cinque preziosi arazzi di manifattura fiamminga risalenti al Cinquecento (recentemente restaurati) insieme al tavolo in noce dei Presidenti della Scuola, risalente al XVI secolo.

L’ingresso alla Contrada Granda sul lato ovest avviene attraverso quello che un tempo era definito “Porto Ruio”. Oggi l’accesso è segnato da due torrette erette nel 1865 e rinominate “Porta Dante”, costruite in occasione del sesto centenario della nascita del Sommo Poeta. La torre di sinistra ricorda la ricorrenza, mentre quella di destra custodisce un bassorilievo con il profilo di Dante.

Sfatiamo un mito: Dante Alighieri ha mai vissuto a Conegliano? No! La Porta è un monumento puramente celebrativo dell’Ottocento. Se cercate la vera casa di Dante, dovrete fare un viaggio fino a Firenze!

Arroccato sul Colle di Giano, il Castello di Conegliano domina la città. Vi siete mai chiesti perché il colle si chiami così? Il nome rimanda a Giano Bifronte, proprio perché da quassù lo sguardo è doppio: da una parte si stagliano le Dolomiti, dall’altra si perde la Pianura Padana. Questa posizione strategica permetteva il controllo assoluto dei traffici commerciali tra il Nord Europa e il mare.

Nato come roccaforte difensiva, probabilmente per volere dei Vescovi di Belluno, il castello era inizialmente un caposaldo militare. Nel periodo di massimo splendore divenne una vera e propria cittadella fortificata, racchiusa da imponenti mura che scendevano fino al borgo medievale. La celebre Torre della Campana deve il nome alla grande campana che scandiva i ritmi della vita cittadina, annunciando il coprifuoco, l’apertura dei mercati o l’improvviso arrivo dei nemici.

Entrare oggi nel Castello significa fare un viaggio verticale. La pinacoteca ospitata all’interno della torre si sviluppa su più piani, e qui il legame con Cima da Conegliano si fa quasi fisico: il pittore, infatti, non dipingeva il castello per dovere di cronaca nei suoi quadri, ma per dare un’identità reale e terrena al paesaggio sacro delle sue opere.

La vista che si gode dal Castello è semplicemente mozzafiato e si apre sul paesaggio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, un territorio unico al mondo e meritatamente riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Questo panorama non è solo opera della natura, ma è un capolavoro ricamato dall’uomo nel corso dei secoli. Già a partire dal Seicento, infatti, queste colline ripidissime venivano lavorate creando i “ciglioni”, ovvero piccoli terrazzamenti erbosi pensati per coltivare la vite. Lavorare la terra in questi luoghi è un’impresa tutt’altro che semplice: le pendenze sono talmente severe che quasi tutte le operazioni si fanno ancora rigorosamente a mano. Proprio per questo si parla di viticoltura eroica.

Il Prosecco nasce principalmente dall’uva Glera. Dopo la raccolta, gli acini vengono pressati delicatamente e il succo affronta una prima fermentazione per diventare vino fermo.

Ma come nascono le famose bollicine? Merito del metodo Martinotti-Charmat: il vino viene introdotto in grandi contenitori d’acciaio a tenuta stagna (le autoclavi), dove una seconda fermentazione naturale intrappola l’anidride carbonica, creando il perlage che tutti conosciamo.

Un’ultima curiosità: secondo voi perché il Prosecco ha così tanto successo nel mondo? La risposta sta nella sua freschezza e leggerezza. È un vino che incarna perfettamente lo stile di vita italiano, fatto di convivialità, allegria e semplicità.

Quindi, la prossima volta che ammirerete queste colline o brinderete con un calice, ricordatevi che dietro quel paesaggio c’è una storia fatta di secoli di lavoro, ingegno e straordinaria tradizione.

Un abbraccio a tutte e tutti.

Chiara, Volontaria TGS Eurogroup


lo Staff Su e Zo per il Veneto

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