Chiudi

Su e Zo per il Veneto 2026: tappa ad Asolo!

Nuovo appuntamento itinerante “Su e Zo per il Veneto” riservato ai Volontari TGS Eurogroup, per riconoscere e valorizzare il ruolo del servizio volontario alla base della manifestazione e, al tempo stesso, per promuovere il turismo di prossimità e per riscoprire il territorio locale della Regione Veneto. La “Su e Zo per il Veneto” ogni anno, dal 2020, ci porta a scoprire le città capoluogo di provincia della nostra regione e alcune località minori del nostro territorio.

La prima data prevista per la rassegna “Su e Zo per il Veneto” 2026 coincideva con l’Incontro di Formazione Volontari TGS Eurogroup svoltosi ad Asolo, in provincia di Treviso, presso Casa Santa Dorotea, il fine settimana di sabato 18 e domenica 19 Aprile 2026Lo speciale itinerario “Perché tutti vengono ad Asolo” organizzato sabato pomeriggio dallo staff TGS Eurogroup era parte integrante del loro percorso di formazione. A margine della tappa di Asolo della “Su e Zo per il Veneto” un nostro Volontario TGS Eurogroup, Chiara, ha condiviso alcune riflessioni sull’esperienza. Di seguito riportiamo la sua pagina di diario. Buona lettura!


Perché tutti vengono ad Asolo?

Cari lettrici e lettori,

Oggi è stata una di quelle giornate che ti si incastrano nel cuore, lasciando un’eco dolce e un profumo di storia e bellezza. La nostra tappa di “Su e Zo per il Veneto” ci ha condotto ad Asolo, un borgo che definire incantevole è quasi riduttivo. Per noi Volontari TGS Eurogroup, impegnati in questa intensa formazione sul campo nel turismo giovanile sociale, è stata un’immersione non solo nella ricchezza culturale del Veneto, ma anche un’occasione preziosa per sperimentare come la narrazione e la scoperta possano trasformare un semplice luogo in un’esperienza indimenticabile per un gruppo di giovani.

L’idea guida non è “raccontare Asolo”, ma far emergere il motivo per cui Asolo continua ad attirare persone straordinarie da secoli. La visita in realtà non è stata solo “Asolo attraverso i personaggi”. Ma è stata Asolo attraverso i bisogni umani universali. Ed è questo che i partecipanti hanno percepito. Le parole diventano il loro viaggio: STORIA, NUOVI INIZI, ORIZZONTE, RIFUGIO, CASA.

1. Storia: “La città che chiama”

Abbiamo intitolato la prima tappa, dedicata alla Storia, “La città che chiama”. Perché lo abbiamo fatto? Perché una Regina, dopo aver perso il trono di Cipro, ha scelto proprio queste pietre per dimenticare il dolore e ricominciare a sognare? Perché la Divina, l’attrice più acclamata del mondo, ha deciso che solo qui, tra il silenzio e la vista del Grappa, poteva finalmente smettere di recitare e trovare la pace?

Non è un caso, e non è fortuna. Poeti inglesi come Browning sono venuti qui a inventare nuove parole — come Asolando: quel perdersi liberi nella bellezza che ci rimette al mondo. Esploratrici come Freya Stark hanno attraversato deserti e guerre solo per tornare a morire in questo piccolo borgo. Sabato non abbiamo fatto solo una passeggiata: abbiamo cercato insieme la risposta a quel “perché”. Abbiamo capito che Asolo non è solo un borgo. È un magnete. È la Città dei Cento Orizzonti, dove ogni angolo ci sfida a guardare più lontano di quanto i nostri occhi possano fare.

2. Nuovi Inizi: Si viene ad Asolo per ricominciare

Abbiamo chiamato la seconda tappa, sui Nuovi Inizi, “Si viene ad Asolo per ricominciare”. Osservando il Castello di Asolo, che occupa una posizione strategica nella parte sud-ovest del centro cittadino dominando dall’alto l’abitato e l’intera pianura, abbiamo ripercorso la storia di Caterina Cornaro: un vero e proprio “esilio dorato”. Dopo essere stata costretta dalla Repubblica di Venezia ad abdicare al trono di Cipro nel 1489, ricevette in cambio la signoria perpetua sul borgo, mantenendo però il titolo regale.

Abbiamo provato a immaginare Caterina: a 35 anni ha perso un marito, un figlio e ora il suo regno. Molti si sarebbero arresi, ma lei, salendo su queste mura, capì che Venezia le aveva tolto un’isola per regalarle un “giardino dell’anima”. In questo castello, Caterina non ha fatto la vittima. Ha creato una delle corti più raffinate del Rinascimento, chiamando a sé artisti come Giorgione, il pittore Lorenzo Lotto e il poeta Pietro Bembo. Ha trasformato il suo esilio in splendore. Persino nei momenti difficili, come la carestia del 1505, si è presa cura del suo popolo facendo arrivare grano dalla sua lontana Cipro. Caterina ci insegna che, quando il mondo ci toglie un regno, Asolo ci restituisce la bellezza.

3. Orizzonte: Si viene ad Asolo per guardare lontano

Per la terza tappa, dedicata all’Orizzonte, abbiamo scelto il titolo “Si viene ad Asolo per guardare lontano”. Quello che avevamo davanti non era solo un panorama: era uno specchio. Eravamo sul Monte Ricco. Sotto i nostri piedi riposavano le pietre di un antico tempio e il silenzio di chi, secoli fa, qui pregava e vegliava.

Abbiamo scoperto che inizialmente il Monte Ricco, luogo su cui insiste la rocca, era sede di un edificio di culto del VI-IX secolo, di cui rimane un frammento di pavimento musivo ora conservato presso il Museo Civico. Successivamente (VI-XII secolo) l’area fu occupata da una vasta zona cimiteriale a inumazione. La rocca, come la vediamo oggi, sorse nel XIII secolo come struttura fortificata del tutto distinta dal borgo.

Ora capiamo perché restavano. Da quassù non guardiamo solo il paesaggio, guardiamo il tempo. Guardiamo la polvere di ciò che siamo stati: municipium romano, fortezza contesa, vedetta della Serenissima. Fissando questi cento orizzonti, abbiamo scelto finalmente chi vogliamo ancora diventare. Il mondo sembra piccolo visto da qui, ma il nostro sguardo, oggi, non ha confini. Guardiamo lontano, perché è lì che si trova il domani.

4. Rifugio: Si viene ad Asolo per trovare rifugio

La quarta tappa, il Rifugio, l’abbiamo intitolata “Si viene ad Asolo per trovare rifugio”. Quando Eleonora Duse arrivò qui, non cercava il successo — che già aveva — ma un riparo per i suoi ultimi anni. Dopo aver amato e sofferto per uomini come Gabriele D’Annunzio, che proprio qui dettò le parole per la sua lapide, scelse Asolo per sparire dai riflettori e ritrovarsi. Ci piace immaginare le sue parole in una lettera ideale:

“Cara Asolo, vi scrivo perché qui, finalmente, il silenzio non pesa. Consola. Ho passato la vita sotto luci troppo forti, inseguendo applausi in ogni angolo del mondo. Mi hanno chiamata ‘La Divina’, ma nessuno sapeva quanto fosse stancante essere una dea ogni sera sul palco. Qui le mie finestre si aprono sul Monte Grappa. Non cerco più il clamore dei teatri, cerco solo di ascoltare la mia voce. Per la prima volta, Asolo, mi basta essere semplicemente Eleonora.”

5. Casa: Si viene ad Asolo per sentirsi finalmente a casa

Abbiamo dedicato l’ultima tappa alla Casa: “Si viene ad Asolo per sentirsi finalmente a casa”. Abbiamo incontrato la storia di Freya Stark, l’esploratrice britannica che visse qui fino a 100 anni. Villa Freya ospita i resti di un teatro romano e uno splendido giardino, curato da lei con piante portate dai suoi viaggi in Medio Oriente.

Amica di Churchill, durante la Seconda guerra mondiale lo pregò di risparmiare Asolo dai bombardamenti. Ci sono persone che passano una vita a partire, attraversando deserti e solitudini, per poi scegliere di fermarsi. Freya Stark, dopo aver conosciuto l’infinito, ha scelto Asolo per il gesto più raro: restare. Forse perché abbiamo capito che il vero viaggio non è trovare luoghi nuovi, ma riconoscere quello in cui ci si sente a casa.

Una regina è venuta qui per ricominciare. Un’attrice per trovare pace. Un poeta per contemplare. Un’esploratrice per sentirsi a casa. Ognuno è arrivato per un motivo diverso. E forse anche noi, oggi, siamo venuti per qualcosa. La vera forza di Asolo è questa: offre a ciascuno di noi il proprio motivo per tornare.

Tornati alla Casa Santa Dorotea, ci siamo salutati con un sorriso stanco ma felice. Gianluca e Giulia ci hanno ringraziato per la nostra attenzione e partecipazione, sottolineando come queste esperienze di formazione sul campo siano fondamentali per crescere come volontari TGS. Ci hanno spronato a riflettere su come trasmettere ai giovani la bellezza e la storia dei luoghi che visiteremo, come trasformare una semplice gita in un’occasione di apprendimento, di crescita personale e di condivisione.

Un abbraccio a tutte e tutti.

Chiara, Volontaria TGS Eurogroup


lo Staff Su e Zo per il Veneto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti al blog

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.