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Papa Francesco per i 50 anni di collaborazione tra Chiesa e Unione Europea

Il sogno di un’“Europa comunità”, solidale, amica delle persone: così Papa Francesco ripercorre la storia e i valori del continente, auspicando una svolta di fraternità in un periodo di grandi incertezze e rischi di derive individualistiche. Non serve guardare “all’album dei ricordi” ma al futuro che si può “offrire al mondo”.

Il progetto europeo […] nasce dalla consapevolezza che insieme ed uniti si è più forti, che l’unità è superiore al conflitto e che la solidarietà può essere uno stile di costruzione della storia, un ambito vitale dove i conflitti, le tensioni e gli opposti possono raggiungere una pluriforme unità che genera nuova vita. Nel nostro tempo che sta dando segni di un ritorno all’indietro, in cui sempre più prevale l’idea di fare da sé, la pandemia costituisce come uno spartiacque che costringe ad operare una scelta: o si procede sulla via intrapresa nell’ultimo decennio, animata dalla tentazione all’autonomia, andando incontro a crescenti incomprensioni, contrapposizioni e conflitti; oppure si riscopre quella strada della fraternità, che ha indubbiamente ispirato e animato i Padri fondatori dell’Europa moderna […].

Papa Francesco ha scritto queste parole nella lettera che ha indirizzato al segretario vaticano card. Pietro Parolin in occasione del 40° anniversario della Commissione degli Episcopati dell’Unione Europea (COMECE), del 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e l’Unione Europea e del 50° anniversario della presenza della Santa Sede come Osservatore Permanente al Consiglio d’Europa. Egli ha messo in guardia dalla tentazione di fare da sé e dalle soluzioni unilaterali ai problemi che travalicano i confini degli stati. La strada da percorrere, invece, è quella della fraternità e della solidarietà, necessarie per evitare che le spinte centrifughe riprendano forza. Il pontefice ha quindi esortato l’Europa:

Europa, ritrova te stessa! Ritrova dunque i tuoi ideali che hanno radici profonde. Sii te stessa! Non avere paura della tua storia millenaria che è una finestra sul futuro più che sul passato. Non avere paura del tuo bisogno di verità che dall’antica Grecia ha abbracciato la terra, mettendo in luce gli interrogativi più profondi di ogni essere umano; del tuo bisogno di giustizia che si è sviluppato dal diritto romano ed è divenuto nel tempo rispetto per ogni essere umano e per i suoi diritti; del tuo bisogno di eternità, arricchito dall’incontro con la tradizione giudeo-cristiana, che si rispecchia nel tuo patrimonio di fede, di arte e di cultura.

Papa Francesco sogna un’Europa fondata non sull’egemonia geopolitica, ma sull’originalità della sua concezione dell’uomo e della realtà. Un’Europa, quindi, che sia amica della persona e delle persone, che sia terra dove si rispetti la dignità e il valore di ognuno, che sia famiglia e comunità in cui valorizzare le peculiarità di tutti nell’unità, che sia solidale e accogliente per far vincere la carità contro ogni forma di indifferenza e di egoismo. Essere solidali significa condurre chi è più debole in un cammino di crescita personale e sociale, farsi prossimi, rendersi disponibili anche a sostenere altri continenti, come l’Africa.

Sogno un’Europa sanamente laica, in cui Dio e Cesare siano distinti ma non contrapposti. Una terra aperta alla trascendenza, in cui chi è credente sia libero di professare pubblicamente la fede e di proporre il proprio punto di vista nella società. Sono finiti i tempi dei confessionalismi, ma – si spera – anche quello di un certo laicismo che chiude le porte verso gli altri e soprattutto verso Dio, poiché è evidente che una cultura o un sistema politico che non rispetti l’apertura alla trascendenza non rispetta adeguatamente la persona umana. I cristiani hanno oggi una grande responsabilità: come il lievito nella pasta, sono chiamati a ridestare la coscienza dell’Europa, per animare processi che generino nuovi dinamismi nella società. Li esorto dunque ad impegnarsi con coraggio e determinazione ad offrire il loro contributo in ogni ambito in cui vivono e operano.

(fonte: Rete Sicomoro)

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