Chiudi

Le interviste TGS50: Giulio!

Tutto pronto per la grande festa TGS50, il prossimo 16 settembre 2018, quando si raduneranno presso la sede dell’Associazione a Mogliano Veneto tutti i volontari e i collaboratori che si sono succeduti nel corso degli anni.

Le adesioni a TGS50 saranno aperte fino al 1° Settembre:  visitate la sezione dedicata del sito web TGS Eurogroup con il programma della festa e il modulo di iscrizione on line. E se intendi inoltre inviare un breve video alla Segreteria TGS Eurogroup, come regalo di compleanno all’Associazione, trovi tutte le indicazioni nel precedente articolo: “Il tuo video per TGS50!”.

Per ingannare l’attesa da qui al 16 settembre, proseguono le Interviste TGS50! Dopo aver letto testimonianza di Alessandra (vedi articolo: Le interviste TGS50: Alessandra!“), è oggi il turno di Giulio Fenwick!

Ciao Giulio! Come​ ​hai​ ​conosciuto​ l’associazione ​TGS Eurogroup?

Ho conosciuto TGS Eurogroup per tramite di un ex leader che, tra le altre cose, era stato anche mio animatore in parrocchia. Mi ha dato l’indirizzo della sede ed ho inviato la mia lettera, con busta e francobollo, come si usava allora!

Quali​ ​sono​ ​state​ ​le​ ​tappe​ ​del​ ​tuo​ ​percorso?

Ricordo benissimo quando ho ricevuto la lettera di risposta (che ancora conservo) a firma “Sac. Dino Berti” con la quale mi invitava a Mogliano Veneto per “conoscerci”. Era un periodo di grandissimi numeri, partivano il primo e il secondo turno in quattro città inglesi e un turno a Mainz in Germania.
Il primo anno ho partecipato agli incontri formativi a Cison di Valmarino e ad Asolo: credo di non dire un numero sbagliato se parlo di 140 aspiranti leader.
E quell’anno mi fu chiesto di andare a Caterham, assieme ad Alberto, Debora, Marta, Bruna e don Leonardo.

In​ ​qualità​ ​di​ ​leader,​ ​quali​ ​centri​ ​hai​ ​visitato?​ ​Ci​ ​racconti​ ​un​ ​ricordo​ ​particolare​ ​che conservi​ ​con​ ​te?

Sono stato leader a Caterham, Tonbridge e Tunbridge Wells. I ricordi sono tanti, ma uno su tutti è proprio del primo anno, a Caterham.
Purtroppo succede che, per un motivo o per un altro, si debba cambiare una delle famiglie ospitanti. Ricordo un ragazzo, Stefano, che ha vissuto l’esperienza in modo “burrascoso”, anche perché il suo compagno di “host family” non era esattamente un angioletto.
Ricordo oggi come allora, quanto la figura che rivestivo è stata importante: aspettava da me, da noi, coraggio, supporto, affetto, comprensione. In qualche modo questo è stato di stimolo anche per la “missione professionale” che ho intrapreso da lì a due mesi. A settembre 1995 ho iniziato l’attività di maestro di scuola elementare.

Quali​ consapevolezze ​ti​ ​ha​ ​dato​ ​la​ ​tua​ ​esperienza​ ​da​ ​leader?​ ​Se​ ​dovessi​ ​usare​ ​tre aggettivi​ ​per​ ​definire​ ​il​ servizio​del​ ​leader,​ ​quali​ ​sarebbero?

Le soddisfazioni sono state tantissime, penso che per dirle tutte dovrei scrivere un libro.
Partiamo dal fatto che mi sono sentito accolto, valorizzato per quello che sapevo fare e che potevo dare e stimolato ad andare oltre anche da tutti i miei amici TGS di allora e, soprattutto, da Don Berti che ha lasciato un’impronta indelebile nella mia vita.
Il servizio da leader in tre aggettivi: appagante, responsabile ed impegnativo.
“Appagante” perché i ragazzi ci chiedono tanto ma restituiscono ancora di più. “Responsabile” in quanto ti vengono affidati dei giovani che hanno bisogno sì di attenzione per quanto riguarda gli aspetti di sicurezza in viaggio ma anche di un esempio di vita. “Impegnativo” perché gli aspetti da seguire affinché l’esperienza sia positiva sono tanti ma è di fondamentale importanza il saper creare una “esperienza cristiana di vita di gruppo”.

Pensi​ ​che​ ​i​ ​ragazzi​ ​di​ ​allora​ ​siano​ ​diversi​ ​da​ ​quelli​ ​di​ ​oggi?​ ​In​ ​che​ ​cosa​ ​sono​ ​diversi o​ ​cosa​ ​li​ ​accomuna?

I tempi cambiano e con essi anche i contesti nei quali i ragazzi vivono. L’avvento delle tecnologie prima, del “web 2.0” poi e di chissà che cosa ci sarà di nuovo l’anno prossimo, modificano l’ambiente e gli stimoli che essi ricevono. C’è però una costante in tutti noi: serve una guida, un esempio da seguire, un riferimento che possa aiutarci a diventare sempre migliori.
I giovani sono sempre alla ricerca di tutto questo, anche se a volte lo mascherano in maniera eccelsa!

Grazie Giulio per questa preziosa testimonianza! Seguite le pagine di TGS Journal nei prossimi giorni: altre interviste in arrivo!

lo Staff TGS Journal

Iscriviti al blog

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.