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“Chi ama educa” 2015. Pagina di diario (parte prima).

convegnoIeri, Domenica 18 ottobre 2015, una rappresentanza del TGS Eurogroup ha preso parte al Convegno Salesiano di Pastorale Giovanile dal titolo “Chi ama educa: Misericordiosi come il Padre”, in programma all’Istituto Salesiano San Marco di Mestre (vedi precedente post). Ecco una sintesi dei due interessanti interventi di ieri mattina.

Domenica si è svolto a Mestre il V° Convegno Salesiano di Pastorale Giovanile e una delegazione del TGS Eurogroup non poteva certo mancare. E’ stato un ulteriore momento di formazione ma soprattutto un’occasione per incontrarci ancora e rivedere anche gli amici della famiglia salesiana del Triveneto. La Conferenza Episcopale Italiana ha scelto, per il decennio 2010-2020, come tema pastorale unitario quello educativo. In quest’ottica prende vita questo convegno che si svolge tutti gli anni all’inizio dell’autunno. Quello che contraddistingue tutti i presenti è l’orientamento verso un unico obiettivo: annunciare Gesù attraverso l’educazione, e il titolo di questo convegno, edizione 2015, ne è l’esempio.

Il Professore Luigi Alici, docente di filosofia morale, ha tratteggiato la figura del periodo post moderno attuale: viviamo un tramonto interminabile e in questa penombra ci stiamo soffermando troppo a vedere il momento di transizione senza avere la voglia di affacciarci alla nuova alba. Il periodo moderno è nato quando l’uomo ha capito che poteva dominare la natura attraverso la scienza e la storia attraverso la politica. Il periodo post moderno, invece, nasce nel momento in cui l’uomo si libera di queste ambizioni troppo grandi e violente. I “virus” che hanno preso piede in questo nuovo periodo che stiamo vivendo sono: l’indifferenza nei confronti delle “differenze” (perché queste ci fanno paura) e il passaggio del potere dai parlamenti alle multinazionali (quindi si può parlare di “potere invisibile”). Al posto della CIVITAS, in cui tanti “io” possono dire “noi”, oggi serpeggia il NARCISISMO che al fare predilige l’emozione che scaturisce dall’azione. I formatori devono prendere atto di questo per poter indicare la strada verso un equilibro fra natura e cultura spirituale della natura.

Il Professore Giuseppe Quaranta, docente di teologia morale, ha ripreso la scia dell’intervento del Prof. Alici evidenziando anche lui come la formazione cristiana della coscienza vada ripensata in questo scenario di cambiamento. La proposta evangelica deve essere semplice, profonda, irradiante. Rileggendo assieme alcuni passi dell’Evangelii Gaudium di Papa Francesco, il Prof. Quaranta ci ha indicato l’importanza dell’idea di “coscienza” e di quella di “verità” indicandolo in 4 punti:

  1. non oscurare l’invito del Vangelo a rispondere a Dio riconoscendolo negli altri;
  2. riscattare la coscienza dall’isolamento e dalla auto-referenzialità;
  3. risvegliare l’adesione del cuore con la vicinanza e l’amore;
  4. accompagnare con misericordia e pazienza le possibili tappe di crescita delle persone.

Il saluto a conclusione di questa mattinata di studio è proprio stato un caldo invito: “non rinunciare mai al bene possibile in nome di un bene perfetto irrealizzabile

Manuela

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