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Don Bosco 1815-2015: post #09

Ogni domenica presentiamo un breve estratto delle “Memorie dell’Oratorio”, il testo autobiografico di don Bosco che ci accompagna per tutto l’anno dedicato al Bicentenario della Nascita di don Bosco. A Chieri Giovanni Bosco si impegna nello studio ma si concede anche qualche “amena ricreazione”…
logo_bicentenario_don_bosco_2015_08Memorie dell’Oratorio
Caffettiere e liquorista

Dato così un cenno sulle cose di scuola riferirò alcuni fatti particolari che possono servire di amena ricreazione.
L’anno di umanità ho cangiato pensione sia per essere più vicino al mio professore, D. Banaudi, sia anche per accondiscendere ad un amico di famiglia di nome Pianta Gioanni, il quale andava in quell’anno ad aprire un caffè nella città di Chieri. Quella pensione era certamente assai pericolosa, ma essendo con buoni cristiani, e continuando le relazioni con esemplari compagni ho potuto andare avanti senza danno morale. Ma oltre ai doveri scolastici rimanendomi molto tempo libero, io soleva impiegarne una parte a leggere i classici italiani o latini, impiegava l’altra parte a fare liquori e confetture. Alla metà di quell’anno io ero in grado di preparare caffè, cioccolatte; conoscere le regole e le proporzioni per fare ogni genere di confetti, di liquori, di gelati e rinfreschi. Il mio principale cominciò per darmi la pensione gratuita, e considerando il vantaggio che avrei potuto recare al suo negozio, mi fece vantaggiose profferte purché lasciando le altre occupazioni mi fossi interamente dedicato a quel mestiere. Io però faceva quei lavori soltanto per divertimento e ricreazione, ma la mia intenzione era di continuare gli studi.

Giovanni Bosco, “Memorie dell’Oratorio di S. Francesco di Sales dal 1815 al 1855″, con saggio introduttivo e note storiche a cura di Aldo Giraudo, Roma, LAS 2011.
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