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Don Bosco 1815-2015: post #01

Oggi, prima domenica di Avvento, con l’inizio del nuovo anno liturgico 2014-2015, prende il via una nuova rubrica del nostro blog che ci accompagnerà ogni domenica per tutto l’anno dedicato al Bicentenario della Nascita di Don Bosco. Andremo a riscoprire e approfondire il testo più significativo che ci ha lasciato in eredità San Giovanni Bosco, in alcuni dei suoi brani più significativi: sono le “Memorie dell’Oratorio”, racconto autobiografico dei primi quarant’anni della vita di don Bosco scritto all’età di 58 anni su invito di Papa Pio IX.
Don Aldo Giraudo, che ha curato la più recente edizione del testo, così spiega: “Il racconto delle Memorie dell’Oratorio traccia la storia degli sviluppi e le note caratterizzanti di un’istituzione educativa e pastorale strettamente legata alla vita del Fondatore. Nello stesso tempo istruisce i lettori sull’articolato carisma che anima tale istituzione. L’interpretazione provvidenziale fatta da don Bosco di una vocazione divina realizzata nella realtà storica concreta mette in luce due nuclei dinamici della vocazione salesiana: il dono incondizionato di sé a Dio in risposta ad una missione ricevuta, innestato su un nativo atteggiamento positivo, cordiale e affettuoso verso il mondo giovanile. […] Così i lettori di oggi possono trovare in queste Memorie elementi stimolanti per un’interpretazione attualizzante, ma anche spunti critici di verifica a livello personale e istituzionale”.
Bicentenario Don Bosco 2015Memorie dell’Oratorio
Dieci anni d’infanzia
Il giorno consacrato a Maria Assunta in cielo fu quello della mia nascita l’anno 1815 in Morialdo, borgata di Castelnuovo d’Asti. Il nome di mia madre era Margherita Occhiena di Capriglio, Francesco quello di mio padre. Erano contadini, che col lavoro e colla parsimonia si guadagnavano onestamente il pane della vita. Il mio buon padre quasi unicamente col suo sudore procacciava sostentamento alla nonna settuagenaria, travagliata da vari acciacchi, a tre fanciulli, di cui maggiore era Antonio, figlio del primo letto, il secondo Giuseppe, il più giovane Giovanni, che sono io, più a due servitori di campagna.
Giovanni Bosco, “Memorie dell’Oratorio di S. Francesco di Sales dal 1815 al 1855″, con saggio introduttivo e note storiche a cura di Aldo Giraudo, Roma, LAS 2011.
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