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Formazione animatori: il gioco

Continuiamo a parlare di stile dell’animazione e della figura dell’animatore (vedi precedenti post “Lo stile dell’animazione” e “L’animatore è…”). Riflessioni utilissime per i candidati Leader TGS Eurogroup per l’ormai vicina Estate 2013. Con il post di oggi approfondiamo lo strumento del gioco, imprescindibile per ogni buon animatore ed educatore, attraverso un altro articolo proposto dalla Cooperativa culturale In Dialogo in collaborazione con la Pastorale Giovanile – Fondazione Oratori Milanesi della Diocesi di Milano.

animatore - work in progressQualche consiglio per giocare

Non esiste una regola data una volta per tutte per creare un buon gioco. Spesso si parte da un idea che ti viene all’improvviso, da un tema particolare o da un esigenza. Ci sono però alcuni ottimi consigli che devi cercare di tenere sempre a mente!

Preparazione

  • Prima cosa da fare è pensare a chi è destinato il gioco. Qual è l’età dei partecipanti? Quali sono le loro capacità? E’ inutile preparare un gioco bellissimo e complicatissimo per dei bambini piccoli che magari non chiedono altro che di divertirsi in modo semplice.
  • Ricorda il gioco non lo stai preparando per giocarci tu o per far vedere agli altri quanto sei creativo… i destinatari sono i bambini e i ragazzi
  • Valuta il materiale che ti serve e quanto tempo impiegherai a prepararlo.
  • Ispeziona il terreno di gioco….sempre prima del gioco stesso! Ti permetterà di sapere cosa puoi effettivamente fare e cosa no
  • Sicurezza innanzitutto. Non proporre mai giochi potenzialmente pericolosi per i partecipanti. Un conto sono l’agonismo e l’avventura un altro la stupidità e l’incoscienza. Il terreno di gioco deve essere sgombro da pericoli e oggetti potenzialmente pericolosi (attrezzi, spigoli non rivestiti, vetri, troppi sassi, punti di passaggio di autoveicoli).
  • Se il gioco è lungo calcolate anche dei tempi di riposo per i più piccoli, un punto di ristoro dove andare a bere, la possibilità di andare al bagno.

Stesura del testo di gioco

  • Il gioco non deve averlo chiaro solo chi lo crea ma anche tutti coloro che lo animeranno. Prepara un testo (il più sintetico e chiaro possibile) che possa servire a tutti gli animatori come riferimento.
  • Nel testo vanno specificate; l’ambientazione (se c’è) del gioco, la spiegazione dello scopo del gioco e le regole, il materiale che serve, il numero di animatori, il luogo in cui si svolgerà il gioco, il tempo a disposizione.
  • Non limitarti a consegnare un testo scritto. Fai una veloce ma chiara riunione con gli animatori per spiegarne il funzionamento.
  • Può darsi che qualche volta non si abbia il tempo di fare tutto sempre in maniera perfetta…..in questo caso scegli le cose semplici e veloci da preparare, lascia stare i giochi con gli effetti speciali e punta al semplice (che non è necessariamente sinonimo di sciatto).

Presentazione e spiegazione del gioco

  • Come regola generale una spiegazione di un gioco deve essere chiara e concisa. Lasciate un po’ di spazio finale per le domande dei giocatori, in questo modo spesso saranno proprio loro a chiarire un particolare o una regola.
  • Alcuni giochi dalla struttura più complessa (giochi stand, grandi giochi, story game) richiedono una maggiore cura nella presentazione. In questi i giochi è bene far precedere la spiegazione da una presentazione drammatizzata a tema con l’ambientazione del gioco stesso.
  • Se anche un gioco è piaciuto evita di riproporlo in continuazione per tappare i buchi. Il momento giusto per interrompere un gioco è quando tutti lo vogliono rifare. In questo modo l’interesse rimarrà alto e potrai riproporlo con successo.
  • Per spiegare il gioco fate sempre sedere i ragazzi tutti insieme, possibilmente col sole alle spalle e vicino al campo di gioco. Ricordate: le domande sempre alla fine.

Arbitraggio e svolgimento del gioco

  • Chi arbitra deve essere un solo animatore. Gli altri faranno da assistenti.
  • Evitate di contraddirvi davanti ai ragazzi, se una decisione dell’arbitro è sembrata sbagliata agli altri animatori o riuscite a farlo notare all’arbitro in maniera discreta o ne parlate a gioco finito.
  • Se il gioco non prevede diversamente gli animatori partecipano con i bambini: il vostro interessamento all’attività è sempre fondamentale.
  • La regola di cui sopra vale per tutte le attività dell’Oratorio
  • Arbitrate in maniera attenta e interessata. Se proponete un gioco l’arbitraggio da triglia lessa non vi aiuterà: i partecipanti si aspettano di divertirsi e di essere assistiti da un animatore che si interessa a quello che stanno facendo.
  • Per quanto bravi farete degli errori di arbitraggio e conduzione. Alla fine del gioco eventuali errori macroscopici possono essere anche ammessi davanti ai ragazzi….non siete in Champions League (ed anche lì di errori ne fanno).

Conclusione del gioco

  • Si gioca, si perde, si vince. E’ molto probabile che alla fine di un gioco ci siano recriminazioni, proteste quando non addirittura litigi. Ecco un buon momento di formazione. Un animatore per tutti parli ai ragazzi: dovete aver prima di tutto voi presente il fatto che all’oratorio si deve imparare a stare insieme in maniera nuova anche nel gioco. Siate incisivi su questo aspetto, i modelli che i ragazzi hanno fuori sono spesso orientati all’esaltazione del più forte.
  • E’ giusto esultare se si vince ma non è giusto farlo sulla pelle degli altri. Potete far inventare alle squadre un loro grido di vittoria e incanalare in questo modo la loro energia: nel momento in cui dite la classifica di un gioco insistete sul fatto che tutti applaudano agli altri.
  • Non rinviare il momento in cui si rimette a posto. Il materiale deve tornare al suo posto, lo sporco deve essere pulito ed eventuali danni (può succedere….) subito segnalati ai responsabili
  • I giochi meglio riusciti sono quelli in cui tutti sentono di aver dato un apporto. C’è chi è veloce, chi è resistente, chi pensa velocemente, chi è più strategico e così via.

Cooperativa culturale In Dialogo (via donboscoland.it)

Link correlati:
http://www.oratorioestivo.it

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