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Formazione animatori: l’animatore è…

Dopo aver approfondito alcune riflessioni sullo stile dell’animazione (vedi precedente post), con il post di oggi andiamo a identificare meglio la figura dell’animatore, attraverso un articolo proposto dalla Cooperativa culturale In Dialogo in collaborazione con la Pastorale Giovanile – Fondazione Oratori Milanesi della Diocesi di Milano.

animatore - work in progressL’animatore è…

Un innamorato di Cristo.
Una condizione indispensabile per essere animatori è essere cristiani e testimoniare l’amore di Cristo: è questo ciò che ci distingue dagli animatori dei villaggi turistici. Il fuoco che arde nel cuore di un animatore è l’amore per Lui! E’ questo fuoco che accompagna l’animatore in ogni momento del suo servizio!

Un giovane per i giovani.
“Basta che siate giovani perché vi ami assai.”: sono queste le parole scolpite nel cuore di un vero animatore secondo l’esempio di don Bosco. L’incontro con ogni giovane è indimenticabile. E’ ai giovani che l’animatore dedica la propria vita; non si è, infatti, animatori solo per un paio di mesi ma lo si è per tutta la vita. L’essere animatore deve fare parte del tuo DNA!

Allegro.
La gioia che hai dentro deve espandersi a macchia d’olio, contagiando tutti coloro che incontri! “Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri”: accogli l’invito di Domenico Savio e, come dice il nostro papa Giovanni Paolo II, “metti fuoco in tutto il mondo”!

Uno che non molla mai.
Non sarà sempre rose e fiori il tuo servizio, avrai momenti di difficoltà in cui vorrai mollare tutto ma in quel momento ricorda le parole di Pietro “Signore ho pescato finora e non ho preso niente ma sulla tua parola getterò le reti”. Non sei mai solo, accanto a te c’è sempre Maria che ti protegge sotto il suo manto di madre.

Educatore.
L’animatore deve tirar fuori il bene che c’è dentro ogni ragazzo. Non esistono ragazzi cattivi ma in ogni ragazzo c’è un punto accessibile al bene. E’ questo punto che l’animatore deve scovare per far divenire i giovani a lui affidati “buoni cristiani e onesti cittadini”.

Coerente.
“L’educatore deve aver ben chiaro che a incidere maggiormente non è ciò che dice, bensì ciò che egli stesso è e fa” (Romano Guardini). Ciò che colpisce maggiormente i ragazzi non sono le belle parole ma il tuo esempio. Rimani sempre saldo ai principi in cui credi: solo così farai breccia nel cuore di ogni ragazzo.

Responsabile.
L’animatore è cosciente del compito che gli è stato affidato e fa di tutto per non deludere chi ha avuto fiducia in lui! Sa che ogni suo comportamento può avere conseguenze sui ragazzi quindi agisce sempre con coscienza e intelligenza!

Entusiasta.
Colui che si lamenta sempre non può essere un buon animatore! Svolgi ogni compito che ti è stato affidato sempre con entusiasmo e con gioia! Quando incontri il tuo gruppo non dimenticare di indossare il sorriso, è il miglior modo per comunicare la gioia che devi avere dentro di te. Non ti lamentare quindi se fa caldo o se fai attività sotto il sole ma ricorda la gioia che si prova nel donarsi agli altri.

Umile.
Non crederti già arrivato! Forse è più quello che impariamo dai ragazzi di quello che possiamo offrire… Devi inoltre sapere accogliere volentieri quello che i più esperti ti dicono sia in positivo che in negativo. Anche tu sei qui per imparare. Non stai dimostrando la tua bravura ma devi servire in modo gratuito e generoso i ragazzi e la comunità. Al centro non siamo noi ma gli altri. Non vergognarti mai a chiedere un consiglio a chi ha più esperienza.

Un giovane che prega.
Un viaggiatore che deve intraprendere un lungo cammino deve avere la borraccia piena d’acqua: così tu ti devi continuamente dissetare alla sorgente d’acqua viva. Prega sempre, instancabilmente, ogni istante, riconoscendo nell’altro il volto di Cristo; ogni tuo atto sia, così, una preghiera.

In cammino con gli altri.
Il sole scalda e da vita perché è composto da tanti raggi. L’armonia di un gruppo è data dal lavoro di squadra, dalla comunione di tutti gli animatori. L’animatore non deve mai agire in maniera individuale ma deve sempre aver presente che fa parte di un gruppo.

Uno che sa ascoltare.
Stando con i ragazzi, devi essere sempre pronto ad ascoltare i loro problemi, senza mai banalizzarli. Sarai un giovane veramente disposto ad ascoltare gli altri solo se sarai capace di fermarti nel tran-tran della tua attività per metterti in ascolto della Parola che Dio ti vuole comunicare ogni giorno.

Cooperativa culturale In Dialogo (via donboscoland.it)

Link correlati:
http://www.oratorioestivo.it

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