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S. Valentine’s Day

toddler-fingerprint-cardOggi ci soffermiamo per un attimo sulla festività del giorno: San Valentino.
Sì, lo so, è leggermente “pagana” come festa, ma permettetemi una piccola divagazione sul tema.
Avendo un forte legame con la cultura e le tradizioni inglesi, è d’obbligo parlare del Valentine’s Day, molto sentito in Inghilterra.
Oltre all’usanza, diffusa in moltissimi altri paesi nel mondo, di scambiarsi biglietti d’amore e cioccolatini, in Inghilterra il giorno di San Valentino si è soliti pubblicare sui giornali versi e parole d’amore indirizzati alla persona di cui si è innamorati.
Un’altra tradizione è quella di intonare romantiche serenate: a cantarle sono soprattutto i bambini, che ricevono dagli adulti piccoli doni e dolcetti.
Le giovani donne single, poi, si svegliano presto e restano vicino alla finestra a guardare le persone che passano: si dice, infatti, che il primo uomo che una donna non sposata vedrà il giorno di San Valentino, sarà il suo futuro marito.
Secondo una leggenda inglese, l’origine delle celebrazioni risale a molto tempo fa quando le creature del bosco, sentendo arrivare la primavera intorno alla metà di febbraio, iniziarono la stagione degli amori con corteggiamenti e dolci attenzioni. Le coppie di fidanzati decisero allora di scegliere quel periodo per scambiarsi regali e manifestazioni d’affetto ed elessero loro patrono San Valentino, il cui giorno ricorre appunto il 14 febbraio.
Di conseguenza noi possiamo solo immaginare cosa succeda in tutte le cartolerie del Regno Unito… un’esplosione di biglietti e bigliettini, di qualsiasi forma e colore, che riempie interi scaffali. Nella “Patria del biglietto”, i Valentine’s Day Card offrono poesie, aforismi e frasi per tutti i gusti.
Si racconta che la tradizione dei bigliettini d’amore nella data di S. Valentino sia documentata a partire dal 1415 quando Carlo duca di Orleans, fatto prigioniero dagli inglesi nella battaglia di Azincourt e detenuto nella Torre di Londra, mandò un biglietto con una poesia alla moglie. Alcuni anni dopo sembra che re Enrico V d’Inghilterra fece comporre un biglietto per Caterina di Valois sua promessa sposa. I biglietti manoscritti di S. Valentino iniziarono a diffondersi in Gran Bretagna nel XVII secolo, e nel XVIII erano diventati comuni fra amici ed innamorati di diverse classi sociali. Verso il 1800 iniziarono ad essere stampati ed ebbero successo anche nelle colonie americane.
Insomma, tralasciando il fatto di voler festeggiare questo giorno o meno (a ciascuno di noi la scelta), è doveroso sottolineare che il popolo anglossassone, ancora una volta, sceglie di abbandonare la tecnologia e gli strumenti digitali per scambiarsi sentimenti in maniera scritta: una pausa di pochi minuti dal ritmo frenetico quotidiano, una penna e un biglietto, un pizzico di fantasia e creatività ed il gioco è fatto!

Vogliamo provarci anche noi?!

Giulia

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