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A Cream Tea

Dopo aver illustrato la storia dell’arrivo del the in Inghilterra (vedi precedente post), Bruna ci guida ora a servire un perfetto “cream tea”.

Dopo una tipica giornata a Londra, passata tra mete turistiche, musei e shopping sfrenato, c’è bisogno di una pausa ristoratrice! La scelta è ampia e articolata, dipende dal “gruppo” a cui appartenete: un MacDonald’s, uno Starbuck’s, un pub … E se invece facessimo una esperienza tipicamente inglese?

Magari sono le quattro, avete una certa famina e sicuramente una bella sete dopo una giornata di “duro lavoro”, così come capitava agli agricoltori di secoli fa che tornavano a casa nelle stesse condizioni ma non avevano tempo di cucinare una vera e propria cena e così, in una ventina di minuti, si preparavano un paio di scones con quello che avevano a disposizione e, naturalmente, una bella tazza di thè.

Quello che disse William Gladstone, statista liberale del 18 secolo,  “Se hai freddo, il thè ti scalda. Se sei accaldato, ti rinfresca. Se sei depresso, ti rinfranca. Se sei agitato, ti tranquillizza.”, che ci crediate o no, è condiviso dalla maggioranza degli inglesi, i quali bevono il thè caldo in qualunque stagione e situazione. Vada per il thè … ma che si trasformi in una festa dei sensi e della gola: premiatevi con un Cream Tea! Attenzione: così come le papille gustative saranno affascinate da quello che state per assaporare, fate in modo che anche i vostri occhi e le vostre orecchie traggano beneficio dalla pausa; un posticino tranquillo, magari con delle poltroncine e un’atmosfera non frenetica, possibilmente una finestra su uno spazio verde … la scelta della Tea Room è fondamentale.

Allora eccoci qua: il locale è accogliente, la cameriera carina e sorridente, abbiamo ordinato un Cream tea.

E adesso che ci portano? Anzitutto una bella teiera fumante, la lattiera, una ciotolina di marmellata di fragole, una di clotted cream, burro fresco e due splendidi scones.

Attenzione alla sequenza, non è vincolante ma caldamente consigliata.

Anzitutto versatevi il thè, ma non subito. Prima controllate che sia bello scuro e forte, così da rinvigorirvi per bene e riuscire a contrastare il dolce del resto. E’ pronto? Benissimo, avvicinate la tazza, versateci l’equivalente di un paio di cucchiaiate di latte e poi, con l’aiuto del colino sicuramente fornito, versate la scura bevanda. Se non vi sentiti sicuri delle proporzioni thè/latte, fate il contrario, aggiungendo il latte dopo, ma sappiate che non si fa, è come per noi mangiare gli spaghetti tagliati. Aspettate ad aggiungere lo zucchero, assaggiatelo prima e forse scoprirete che anche così non è male. Nessuno vi vieta di bere il thè nero, però.

Adesso dedicatevi interamente ai fruit scones, una via di mezzo tra una torta e un biscotto, più compatti della prima ma più teneri del secondo, con una irritante vocazione allo sbriciolamento, soprattutto se tiepidi, come dovrebbero essere mangiati. Più semplicemente, sono dei paninetti fatti con uova, latte, burro, farina, lievito e uvetta, che si consumano appena fatti e mai senza l’accompagnamento di panna e marmellata. Abbiamo detto dello sbriciolamento, per cui tagliateli a metà con molta attenzione, se siete proprio in gamba, o irrimediabilmente golosi, provate a farne tre fette … nella peggiore delle ipotesi spalmerete la marmellata su pezzettini più piccoli.

Sentite il profumo, sentite come emanano tepore? A questo punto, spalmate sul primo pezzo di scone con un velo non troppo sottile di burro, guardate come il tepore facilita l’operazione e l’assorbimento del burro … subito dopo, splalmate uno strato generoso di marmellata di fragole e concludete l’operazione con una abbondante cucchiaiata di panna. Non siate timidi, la clotted cream non si smonta, resta compatta e semisolida per tutto il tempo che volete, o che riuscite a resistere prima di mangiarla, per cui abbondate pure, uno strato di un paio di centimetri va benissimo.

Se vi state chiedendo che sarà mai questa clotted cream, ecco un indizio: nei supermercati trovate in vendita tre tipi di panna, single, double e clotted; la single è la nostra panna liquida, le altre due raddoppiano e triplicano in parte grassa, solidità e voluttà. Se poi è anche “gialllina”, è perfetta.

E’ il momento di dare un bel morso, sempre che ci riusciate senza impiastricciarvi tutta la faccia … ma non temete, non è possibile che un inconveniente così banale possa guastare la paradisiaca esperienza che i vostri sensi stanno registrando.

Un sorsetto di thè, vero che non serviva lo zucchero?, un’altro morsetto … beh, potete anche dare dei bei morsi ma perchè abbreviare i tempi?

E così, tra bocconcini e sorsetti, vi riposate, vi rilassate, fate progetti per il resto del pomeriggio e soprattutto entrate a pieno titolo nel novero degli estimatori del Cream Tea.

Bruna

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