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I Muffin di Alessandra post #1

Tocca questa settimana alla ricetta dei Muffin di Alessandra, un ricetta semplice, veloce e sempre apprezzata. Ricorda sia i nostri incontri TGS, sia i pomeriggi a Londra, magari per una tazza di te o di cappuccino nelle catene famosissime di caffè dove la bibita calda si accompagna a golosi Muffin alla cioccolata o ai frutti di bosco.

Ma la ricerca della ricetta ha portato a scoprire anche un buon numero di altre curiosità assolutamente interessanti. Abbiamo così deciso di dedicare due post ai Muffin. L’intervento di oggi interamente dedicato alla tradizione dei Muffin ed a curiosità forse non così note; l’intervento di domani dedicato invece alla ricetta ed ai consigli per la preparazione.

Sapevate che…

L’etimo della parola Muffin non è certo ed è piuttosto conteso.

Se ne trova testimonianza in scritti inglesi del 1700 dove si parla di “moofin”. Secondo alcuni sarebbe di derivazione francese, ad indicare qualcosa di sofice (come il pane); per altri sarebbe una derivazione del tedesco “muffen”, ovvero torte di piccole dimensioni.

Esistono due tipi di Muffin: quelli inglesi e quelli americani.

I muffin americani, come quelli inglesi possono essere dolci o salati, ma di fondo su differenziano per il fatto che la versione americana fa uso di lievito chimico, mentre la preparazione dei muffin inglesi prevede l’utilizzo di lievito di birra. Inoltre, i muffin americani necessitano vanno cotti in appositi stampini monoporzione in quanto l’impasto di base è una pastella ed è meno consistente di quello necessario per i cugini inglesi.

Alcuni Stati americani hanno designato il proprio muffin ufficiale.

  • Lo stato del Minnesota: il muffin ai mirtilli;
  • Lo stato del Massachusetts: il muffin di mais;
  • Lo stato di New York: il muffin alle mele.

La nascita dei Muffin.

La nascita dei Muffins ha origini piuttosto remote. Si racconta infatti che siano stati dapprima preparati nelle cucine vittoriane dai domestici dell’alta società inglese dove venivano preparati per la sola servitù: venivano infatti prodotti friggendo un impasto di pane avanzato, rimasugli di biscotti lavorati con patate schiacciate. Ben presto, i dolcetti smisero di essere prerogativa della sola servitù e cominciarono ad accompagnare il tea dei padroni di casa diventando un dolce così ambito che venivano venditi in gran quantità e non era neppure raro poterli acquistare per strada dai Muffin Men.

Esiste una filastrocca ispirata ai Muffin Men.

I Muffin Men che vendevano i dolcetti su vassoi di legno posti attorno al collo divennero così popolari da ispirare anche la filastrocca “Oh, do you know the muffin man”

Per ascoltare The Muffin Men clicca su http://www.scoutsongs.com/lyrics/muffinman.html

Detto questo non ci resta che passare alla ricetta dei Muffin… A domani!

Alessandra

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