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The Queen save … the rowers

Potrebbe essere questa la richiesta ricevuta dalla Regina, per tradizione proprietaria di tutti i cigni d’Inghilterra, in queste giornate.

A scaturire tale richiesta il comportamento ribelle di un cigno “reale” tornato ad essere nuovamente il terrore delle acque del Cam nei pressi di Cambridge.

La stampa britannica racconta che l’anomalo cigno bianco attacca qualsiasi barca si trovi a passare per le acque del Cam e sarebbero già numerosi i vogatori che si sarebbero spostati in altre zone per la pratica del canottaggio o che avrebbero sospeso questa attività. Alcuni giustificano l’aggressivo comportamento dell’anomale riferendo che è una maniera per difendere il proprio nido; comunque sia sono molti ad aver lamentato di essere stati attaccati dal becco del cigno.

Il cigno non si avventa solo contro i rematori, anche contro le imbarcazioni che si trovano a transitare vicino a dove ha nidificato ed ad averne la peggio sono soprattutto i timonieri, mentre le piccole imbarcazioni finiscono spesso “ a gambe all’aria”. Gli episodi si ripetono da alcuni mesi tanto che lo scorso gennaio il capo dell’Associazione del Canotaggio ha inviato comunicazioni a tutti i canottieri informandoli di essere prudenti ed evitare di avvicinarsi al cigno.

Il cigno ribelle è stato battezzato con il nome di Mr. Asbo, nome non casuale, in quanto indica i provvedimenti contro coloro che adottano comportamenti antisociali.

In altri paesi qualcuno si sarebbe già fatto giustizia, ma in Inghilterra questo non è possibile. I cigni, infatti, appartengono alla Regina e spetta solo a lei deciderne la sorte. La storia fa un passo indietro al secondo secolo D.C. quando la carne di cigno veniva reputata pregiuata; temendo che i cigni del Regni Unito finissero nelle padelle del popolo si decise che sarebbe stata la monarchia a decidere sulla sorte degli ameni animali. Proprio per rispetto di questa tradizione, ancor oggi, la terza domenica del mese di luglio si svolge la cerimonia della “conta dei cigni”.

… Alla Regina l’ardua sentenza!

Alessandra

(Fonte: The Daily Telegraph)

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