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L’Aquila post # 06

L'Aquila_Post06

Accade anche questo. Proprio il primo giorno in cui riusciamo a riprendere le lezioni in maniera quasi puntuale subito dopo il break, succede che siamo costretti a terminare le lezioni prima del solito. Un acquazzone si abbatte sulla nostra piccola tendopoli, preceduto da raffiche di vento potenti che rischiano di scoperchiare la nostra “aula”.
La classe di Jennifer è ovviamente quella più in pericolo perché la tensostruttura non ha ripari sui lati. Ai primi tuoni, il cielo ormai nerissimo, abbiamo unito le due classi sotto la tenda di Ziad per fare un gioco tutti assieme (una delle attività programmate dagli insegnanti per emergenze di questo tipo). In realtà, una volta sistemati i ragazzi, mentre ci affrettavamo a chiudere la tenda, una serie di raffiche di vento violentissime hanno alzato le pareti laterali e fatto volare per aria tutto quanto era sui tavoli in quel momento. Niente da fare, abbiamo dovuto sospendere la lezione con mezzora di anticipo. Abbiamo detto ai ragazzi di correre a ripararsi dentro il tendone grande, decisamente più solido nella struttura, mentre noi raccoglievamo tutto il materiale didattico per portarlo al riparo, alla rinfusa sotto le nostre brande nelle tende dove dormiamo.
Proprio in quel momento iniziavano ad arrivare i genitori, dal momento che alle 6.30 era prevista la Santa Messa che segnava l’inizio della serata di festa a loro dedicata. Temevamo che il brutto tempo scoraggiasse molti dal partecipare all’evento, e invece sotto il tendone, mentre fuori infuriava il diluvio, eravamo tantissimi: tutti i ragazzi dell’oratorio, dalle scuole elementari a quelle superiori, i rispettivi genitori e poi tutti i volontari che formano la comunità di animazione dell’Oratorio. 150 persone, forse 200. Un bel colpo d’occhio davvero.
E a seguire la cena comunitaria, inizialmente prevista su tavoli sistemati all’aperto, e ora invece inevitabilmente ricalibrata sugli spazi esigui del tendone. I bimbi delle elementari sono i camerieri d’eccezione della serata e servono bruschette, pizza al taglio e stuzzichini vari bardati per l’occasione con papillon di carta (i maschietti) e cuffiette colorate (le femminucce).
Ziad e Jennifer sembrano incuriositi da tutta questa confusione. Ad un certo punto li riporto in albergo perché desideravano impiegare parte della serata per iniziare a scrivere i giudizi da mettere nelle pagelle che consegniamo domani.
Al ritorno dall’albergo non resisto alla tentazione di fermarmi giusto un attimo al “Corner Pub”, quello famoso sul double decker bus (ci passo sempre davanti e non riuscivo mai a fare una visita) e ordino una mezza pinta di Tennent’s Scotch Ale, giusto per gradire. Il landlord fino al 6 aprile aveva il pub proprio in piazza Duomo, dove ero stato ieri, e ora ha la concessione provvisoria (3 anni) per gestire la sua attività lungo questo viale esterno alle mura della città.
Rientro all’Oratorio: la festa prosegue con giochi a cui partecipano con entusiasmo genitori e bambini tutti assieme.
Faccio una chiacchierata con Maretta, una mamma tra le più assidue (viene ogni giorno a preparare la merenda per i ragazzi e mi fa sempre trovare pronto tè e biscotti per gli insegnanti… ancora non riesce a capire come possano metterci il latte anziché il limone). Si è buttata a capofitto su questa avventura dell’Oratorio (complice anche la sospensione dal lavoro legata a cause connesse al terremoto) ed è uno dei punti di riferimento per don Flaviano e c.
Dopo la buonanotte e salutati tutti i presenti, non ci resta che armarci di mocio e olio di gomito per pulire il tutto. La bella serata appena trascorsa invoglia a dilungarsi nei commenti e nelle chiacchiere tra animatori fuori dalle tende, risate sommesse e a tratti fragorose risuonano nel buio del parco, si respira un bel clima di affiatamento. Per un momento mi coglie un attimo di tristezza: la settimana a L’Aquila sta per concludersi. Ma solo per un momento: pensiamo a domani, venerdì, l’ultima giornata con i ragazzi, e cerchiamo come sempre di tirare fuori il massimo per loro.

Igino

PS Marco stasera dorme in tenda perché i tappeti elastici sono bagnati e l’umidità nell’aria non suggerisce di dormire sotto le stelle; è forse la prima notte intera che dorme con noi, e ci accorgiamo solo ora che potrebbe fare a gara con Giulio a chi russa di più… finisce uno e inizia l’altro… notte lunga mi sa….

4 thoughts on “L’Aquila post # 06

  1. 28 agosto, ore 00.01. Disturbiamo per un momento le tue giornate così intense, solo per ricordarti che oggi compi gli anni 😉 e farti tantissimi auguri di buon compleanno!! Stiamo leggendo con interesse i tuoi resoconti quotidiani e quando tornerai, sai che puoi venire a trovarci per un weekend di meritato riposo.

    Tanti auguri e buon proseguimento.

    Ivan, Claudia e Lorenzo

  2. Marco non stava russando. Anzi, lavorava per il bene della tenda zittendo il russio di Giuuulioooo!!!! Ingrati 😉

    W L’Aquila! Sempre più in alto!

    Marco

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