Chiudi

TGS Game 2018: 5° puntata

TGS Game 2018: siamo quasi in dirittura di arrivo, con la quinta e penultima puntata! Il gioco dedicato a tutti gli studenti dell’Estate TGS 2018 è stato lanciato all’Incontro dell’Amicizia TGS50 in occasione dell’apertura dei festeggiamenti per i 50 anni di TGS Eurogroup. Per tutti i dettagli dell’iniziativa leggi il post pubblicato a gennaio: TGS Game 2018: Mission Possible!. E se vi siete persi le prime puntate… correte subito a cercarle tra le pagine di questo blog! E poi… leggiamo il quinto racconto e scopriamo nuovi indizi!…

Riassunto delle puntate precedenti: Scottie Anderson è incaricato di indagare il furto di una preziosa (così dice il Direttore del museo) caricatura di Churchill. L’agente di polizia inizia contro voglia questa indagine poiché tutti gli altri colleghi sono impegnati nella ricerca di un’altra opera ben più famosa trafugata alla National Gallery. Le indagini partono da un biglietto che prende la forma di una sfida con il malvivente: 12 ore per ritrovare la caricatura seguendo degli indizi lasciati su un biglietto. Si susseguono così degli indizi che portano Scottie in giro per Londra mentre il tempo inesorabilmente scorre velocissimo.….

Uscendo dalla metro, uno sguardo veloce all’orologio che segnava le 15.55. Per fortuna sapeva esattamente dove andare e sperava non ci fossero ulteriori impicci stavolta. Arrivò alla portineria del grattacielo in pochi minuti felice che questa volta non ci fossero impedimenti per trovare la busta.

“Mica il ladro l’avrà attaccata al vetro al 40° piano”.

Questo pensiero allegro lo fece sorridere ma il sorriso si spense ben presto con due constatazioni. Primo: il grattacielo quel giorno chiudeva alle 16.00 e la precisione inglese lo aveva chiuso fuori per 3 minuti. Ma era il secondo aspetto che lo preoccupava maggiormente: non era al 40° piano la busta ma poco più in basso, verso il 20° (vale a dire almeno a 70 metri di altezza). Come faceva a saperlo? Semplice sull’impalcatura dei lavavetri – che se ne erano già andati via –  troneggiava un bello striscione con scritto “Scottie” e basta.

“Giuro che se lo prendo lo riempio di botte prima di arrestarlo”.

Alla stessa scena di sconforto assistettero anche l’agente Riggs, che lo osservava da dietro l’angolo e non poté nascondere una certa soddisfazione nel vederlo sconfitto, ma anche un altro misterioso osservatore che guardava anch’egli compiaciuto il suo misfatto. Continuava ad essere sempre davanti all’agente che ora brancolava nel buio. Un po’ gli dispiaceva di averlo preso di mira ma il gioco e la soddisfazione di vederlo sconfitto non aveva prezzo.

Entrambi non avevano fatto i conti con la determinazione crescente di Scottie Anderson che non si dava per vinto e si mise a girare attorno al palazzo. Aiutato dalla divisa che indossava riuscì a convincere un inserviente del palazzo che stava uscendo dal retro su Bury Street a lasciargli aperta la porta.

Si mise a correre lungo le scale cercando di capire a che piano fermarsi.
“Al prossimo mi fermo e mi affaccio”.
E ripeteva questa frase quasi ad ogni rampa.
“Dopo averlo preso a botte mi metto anche a dieta e rinuncio a qualche donuts, non è possibile avere questo fiatone!”

Peccato scoprire che le finestre da un certo punto in poi non si aprivano. Ma la soluzione era a portata di mano o meglio la soluzione che in cuor suo sperava non fosse tale. Vale a dire i lavavetri e la loro impalcatura. La seconda per potersi avvicinare a quella con lo striscione. Questo significava salire ancora e poi ridiscendere con quella stessa impalcatura.
“Tenendo conto che soffro di vertigini mi sa che qui ci lascio la pelle” ammise sospirando. “Spirito di 007 aiutami” disse rivolto simbolicamente al cielo.

Si fece non poca forza per salire su quel trabiccolo che gli sembrava alquanto malconcio e senza guardare giù cominciò a manovrarlo scendendo lentamente fino al punto giusto. Tanto lentamente. Anzi troppo.
La paura gli impedì di avvicinarsi al meglio alla seconda impalcatura: “Tanto mi basta prendere la busta e poi tornare su velocemente”. Ma un po’ la paura, un po’ l’altezza, un po’ il vento che faceva ondeggiare i ponteggi, riuscì dopo un po’ a prendere la busta per un angolo senza accorgersi che tirando l’avrebbe strappata.

Fu con l’ultimo scossone che tirò a sé la busta per poter concludere quanto più velocemente possibile quella situazione angosciante, che gliene restò in mano poco meno di metà, mentre l’altro pezzo si disperdeva lontano sospinto dal vento. E con la busta il foglio all’interno.
Ancora un fallimento!

Ci mise un po’ per risalire in cima ma senza indizio l’indagine finiva lì e non c’era motivo di sbrigarsi se non per la voglia di scendere al più presto e nascondersi. Appallottolò la maledetta busta la quale aveva uno spessore particolarmente grosso per essere vuota. Guardò dentro e vide che era rimasta sì mezza busta ma anche mezzo foglio. Lo aprì e comprese subito dove doveva proseguire:

La sera lentamente scendeva sulla città e si accendevano le luci. Mancava poco allo scadere ma quell’ultima carta era da giocare. E lo pensavano anche gli altri due “ospiti”…

5° DOMANDA: In quale famoso museo di Londra si trova l’ultimo indizio?

Lo Staff di TGS Journal

Area Download

  • Mappa di Londra "TGS Game 2018" - Download

Link correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti al blog

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.