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London 2012: “Inspire a generation”

Ieri sera, 9 settembre 2012, con la Cerimonia di Chiusura delle Paralimpiadi di Londra 2012 si è chiusa ufficialmente una stagione olimpica eccezionale che ha posto la capitale inglese al centro dell’attenzione mondiale. Ma davvero finisce tutto qui? Qual è la vera eredità che ci lascia Londra 2012, al di là di ogni celebrazione e oltre ogni spettacolarizzazione inevitabilmente associata a ogni edizione dei Giochi Olimpici?

L’eredità c’è, eccome, ed è sotto gli occhi di tutti noi. “Legacy”, termine inglese forse più appropriato e ricco di significato rispetto alla sua traduzione italiana, è stata la parola d’ordine di Londra 2012 fin da quando nel lontano 2005 la capitale inglese sbaragliò la concorrenza di numerose metropoli di tutto il mondo nella corsa all’aggiudicazione dei Giochi Olimpici appena conclusi.

Certo, come ogni “grande evento” che si rispetti anche Londra 2012 è diventata un’occasione per trasformare una città, rinnovare la propria immagine, attrarre investitori, promuovere il turismo come non mai. In pochi anni la zona est di Londra, la parte più degradata e abbandonata, è completamente rinata grazie ad un’attenta operazione di rigenerazione urbana che ha portato alla bonifica di territori inquinati e alla rinaturalizzazione di una valle fluviale dentro la metropoli. Un progetto di architettura sostenibile e un disegno urbano in perfetto equilibrio tra parchi verdi e impianti sportivi avveniristici, concepiti pensando già al “dopo Olimpiadi”: andando oltre l’eccezionalità dell’evento in sé, le strutture saranno in parte smantellate o ridimensionate per adattarsi alle esigenze ordinarie della capitale inglese e delle comunità locali, mentre una parte del villaggio olimpico che in questi mesi ha ospitato atleti di tutto il mondo sarà riconvertito in residenze accessibili a tutti grazie ad un lungimirante programma di social housing.

Ma sarebbe davvero un errore pensare all’eredità di Londra 2012 come un semplice elenco di nuove strutture realizzate o di intere parti di città rigenerate e restituite alle comunità locali. Un traguardo ammirevole, ma non è l’unico e forse neppure il più significativo.

Cio che più colpisce, infatti, è la visione complessiva di Londra 2012 che in qualche modo ha definito nuovi più alti obiettivi e modificato forse per sempre la mission stessa dei Giochi Olimpici. Fin dal giorno dell’assegnazione delle Olimpiadi a Londra, gli organizzatori locali si misero subito al lavoro (con ambizione e orgoglio tipicamente British) per organizzare i Giochi Olimpici che più di ogni altra precedente edizione lasciassero non solo un’impronta indelebile per il futuro della città e della nazione ospitante ma anche e soprattutto un motivo di ispirazione per le generazioni a venire.

“Inspire a generation” (Ispiriamo una generazione) è stato il motto più appropriato che si poteva pensare per Londra 2012: attorno a questo slogan si sono mosse campagne di sensibilizzazione e di coinvolgimento collettivo che hanno effettivamente galvanizzato l’intero popolo britannico e contagiato tutto il mondo.

Fin dall’inizio, nelle intenzioni degli organizzatori, i giochi olimpici di Londra 2012 hanno posto come obiettivo ultimo tutto ciò che può essere raggiunto attraverso l’ispirazione e la forza dello sport, inteso come un catalizzatore per un cambiamento positivo. Ora, dopo anni di pianificazione dettagliata e preparazioni, dopo un’estate olimpica che ha visto un enorme successo di pubblico e, ancor più importante, un coinvolgimento della popolazione britannica a tutti i livelli, le fondamenta delle visioni iniziali si sono affermate e sono destinate a rimanere come insegnamento nella memoria di tutti. Così come l’eredità “fisica” dei Giochi di Londra 2012, che è chiaramente visibile a Londra, con il magnifico nuovo Parco Olimpico e la trasformazione della zona est della capitale, nuove iniziative e programmi stanno creando eredità di sostenibilità sociale, economica e sportiva sia nel Regno Unito che in tutto il mondo.
E questo vale in tutti gli ambiti di intervento: Sport, People, Youth, ovvero “lo sport, la popolazione, i giovani”, tre parole chiave di Londra 2012.

SPORT

La visione e la preparazione per Londra 2012 hanno messo gli atleti e lo sport al centro dei Giochi, e ha reso la partecipazione nello sport una priorità elevata. Gli organizzatori di Londra 2012 hanno lavorato a stretto contatto con i partner e le parti interessate su possibili programmi di attivazione per promuovere la partecipazione sportiva in fase di preparazione, durante e dopo i Giochi. Per esempio, 14.000 scuole e più di cinque milioni di giovani hanno partecipato alla Settimana Nazionale dello Sport nella Scuola 2012, mentre il programma “Inspire” di Londra 2012 ha ufficialmente riconosciuto più di 400 progetti sportivi di eccellenza ed eventi ispirati ai giochi.

“International Inspiration”, l’innovativo programma internazionale di promozione dello sport, esemplifica il significato profondo di Londra 2012 e l’eredità che esso sta definendo. Nel solo Regno Unito, ha avviato più di 900 progetti specifici tesi a sviluppare l’attività sportiva e programmi di attività fisica per le persone di tutte le età.

PEOPLE

Al centro di tutto il progetto di Londra 2012 è stato garantire che i Giochi fossero inclusivi e aperti a tutti – indipendentemente dalla loro età, razza, disabilità, sessualità, genere o convinzioni personali. Questo è valso anche per la forza lavoro coinvolta nell’organizzazione.

I Giochi hanno fornito formazione e migliaia di posti di lavoro alla popolazione in un momento difficile per l’economia, lasciando benefici sociali ed economici a lungo termine per Londra e il Regno Unito.

Il programma “Games Maker”, che ha comportato l’arruolamento di 70.000 volontari indispensabili a rendere possibili i Giochi Olimpici e Paralimpici, è stata la più grande campagna di reclutamento in tempo di pace dai giorni della Seconda Guerra Mondiale. Il programma prevedeva lo sviluppo di un processo di applicazione graduale per le persone disabili per dare loro più tempo per valutare il loro coinvolgimento. Come risultato, sono stati coinvolti volontari a partire da una vasta gamma di estrazione sociale, culturale, di formazione e capacità, conferendo al programma una ricchezza di capitale umano condiviso davvero impressionante.
Tra questi 70.000 volontari impossibile non citare gli oltre 8.000 tedofori, i portatori della fiaccola olimpica che hanno portato la torcia in lungo e in largo per tutto il Regno Unito, fino a raggiungere oltre il 95% della popolazione. I tedofori sono stati nominati attraverso un imponente sondaggio nazionale che chiedeva a ogni cittadino britannico di indicare una persona di grande ispirazione nella sua stessa vita. L’elenco dei portatori della fiaccola ha così incluso sì personalità note dal mondo dello sport ma anche e soprattutto un numero impressionante di comuni cittadini, attivi nel mondo del volontariato o nei servizi sociali, che silenziosamente da sempre nel loro piccolo contribuiscono a migliorare il mondo: un riconoscimento importante dato loro da un’intera nazione. Come risultato, il passaggio della fiamma olimpica ha avuto un’attenzione di pubblico senza precedenti, con milioni di persone riversate nelle strade di tutta la Gran Bretagna a salutare sì la fiamma olimpica ma anche e soprattutto a tifare per i “propri” tedofori.

YOUTH

Una “messa in scena” dei Giochi Olimpici che siano veramente per tutti deve necessariamente prevedere di portare lo sport e i suoi benefici ad alcuni dei giovani più vulnerabili del mondo.

I valori olimpici e paraolimpici di rispetto, eccellenza, amicizia, coraggio, determinazione, ispirazione e uguaglianza sono quelli che realmente hanno avviato un processo di cambiamento attraverso l’ambizioso programma educativo “Get Set”, a cui hanno aderito più di 24.000 scuole di tutto il mondo in programmi comuni di promozione dello sport, della cultura e delle arti per aiutare i giovani ad affrontare questioni quali il bullismo, le bande giovanili, l’isolamento sociale, il consumo di droga, la partecipazione e il coinvolgimento della comunità.

Londra 2012 ha cercato di coinvolgere i giovani in ogni aspetto dei Giochi. Nel volontariato, ad esempio, più di 2.000 giovani provenienti da tutto il Regno Unito sono stati selezionati per assumere un ruolo vitale per garantire la buona riuscita dei Giochi. Circa 250 squadre di giovani si sono uniti ai “Games Maker” adulti per rendere possibili le Olimpiadi e Paralimpiadi.

Inoltre è stato raggiunto l’obiettivo di avere almeno il 50% dei tedofori olimpici di età compresa tra 12 e 24; tra questi, i 212 giovani tedofori reclutati attraverso il programma Get Set, tutti di soli 12 anni. E i quattro anni di Olimpiadi della Cultura, che si conclude con il “London Festival” di questa estate, hanno dato l’opportunità di essere coinvolti in attività di promozione dell’arte a giovani di ogni abilità, formazione e provenienza.

Oggi, 10 settembre 2012, a giochi olimpici e paralimpici conclusi, una parata ufficiale per le strade di Londra, espressamente voluta dal suo Sindaco Boris Johnson, farà calare il sipario su London 2012. La parata partirà da Mansion House, residenza del sindaco, toccherà St. Paul’s Cathedral, Trafalgar Square, il Mall e si concluderà a Buckingham Palace. Ad essa parteciperanno tutti gli 830 atleti olimpici e paralimpici della nazionale Britannica (la parata è infatti intitolata “Our Greatest Team Parade”), ma gli ospiti d’onore, a cui è riservato un posto speciale in tribuna, sono altri. Si tratta di tutti i gruppi di persone che hanno dato un contributo inestimabile ai Giochi: 14.000 degli oltre 70.000 giovani volontari coinvolti nell’organizzazione, molti degli 8.000 “portatori della fiaccola” che hanno animato la staffetta della Torcia Olimpica, personale dei servizi sanitari di emergenza, personale militare e della sicurezza, lo staff della nazionale olimpica “Team GB” e soprattutto 1.000 bambini provenienti dalle tante scuole dei sobborghi londinesi che hanno partecipato ai numerosi programmi educativi e di sensibilizzazione legati alle Olimpiadi. I bambini e i giovani al centro dell’attenzione: la festa è tutta per loro… è così che vogliamo ricordare l’esperienza di Londra 2012 per le future generazioni. E’ così che vogliamo vedere veramente realizzato lo slogan: “Inspire a generation”!

Igino

Per sapere di più sull’eredità di Londra 2012, consulta il documento
Beyond 2012 – The London 2012 Legacy Story (PDF 8mb)
redatto dal Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport del Governo britannico.

Link correlati:
Sito web ufficiale London 2012
Sito web ufficiale London 2012 Olympic Torch Relay

Sito web ufficiale London 2012 Festival
Sito web ufficiale London 2012 Cultural Olympiad
LondonTown: Sedi Olimpiche di Londra

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