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L’Aquila post # 01

L'Aquila_Post01

Ore 20.06: io e Giulio appena finita la prima Messa di benvenuto all’Oratorio Salesiano Don Bosco di L’Aquila fuggiamo in aeroporto a prendere Ziad e Jennifer mentre il resto dei volontari (comprese Giulia e Antonella!) si apprestano a cenare sui tavoli allestiti all’aperto, in mezzo al Parco Baden Powell, la nostra nuova casa per questa settimana.

Giulio guida, io scrivo e invio questo primo post da L’Aquila.

Siamo arrivati alle 4 del pomeriggio, dopo un viaggio di 8 ore (incluse un paio di ore di coda tra Bologna e Riccione).
L’impatto con la città è forte. In silenzio abbiamo attraversato la periferia della città e abbiamo appena sfiorato il centro storico per raggiungere la sede dell’Oratorio. Ci sono macerie sparse qua e là, ma la cosa che impressiona di più è vedere tutte queste case e appartamenti abbandonati. Alcuni hanno avuto danni evidenti, altri meno. Alcuni esercizi pubblici hanno riaperto i battenti, altri sono chiusi, altri ancora si sono trasferiti provvisoriamente dalle strade del centro storico (zona rossa, off limits) verso le strade più esterne,
in sistemazioni di fortuna: camper, prefabbricati o altro. C’è un interessante “The Corner Pub” che ora ha sede in un classico autobus rosso a due piani, qualcosa di familiare che ha colpito subito la nostra immaginazione: magari ci portiamo i nostri amici inglesi nei prossimi giorni.

Ovunque spaccati di vita quotidiani e situazioni limite. Alla reception dell’albergo ci colpisce la reazione agitata e ansiosa di una signora aquilana che per motivi di salute non riesce più a stare nelle tendopoli e chiede quando l’albergo sarà reso disponile dalla protezione civile per i residenti; la ragazza nella reception spiega che non hanno ancora informazioni dettagliate, si parla di ottobre (ci confida poi che le dispiace vedere alcuni suoi concittadini che hanno gravi difficoltà psicologiche a ritornare a vivere a 5 mesi dal sisma, che anche per lei è tuttora dura vedere la piazza antistante deserta quando fino a pochi mesi fa pullulava di vita e attività, non è facile per nessuno).
L’ingresso al centro storico è interdetto alle auto e anche per arrivare alla zona dell’ albergo (subito fuori della zona rossa) è necessario farsi riconoscere ad un posto di blocco dell’esercito; la ragazza all’albergo ci spiega che è bene che ci sia lì fuori un presidio lì fuori 24 ore su 24 perché tutela i cittadini contro eventuali azioni di sciacallaggio, dal momento che il gruppo dei vigili del fuoco a fianco “stacca” ogni sera alle 8.00. Presidi vari di vigili del fuoco o protezione civile sono ovunque in città. L’impressione è quella di una città disabitata che fatica a tornare a vivere.

All’Oratorio don Giuseppe ci spiega che la loro casa a L’Aquila, sede della comunità salesiana, dell’oratorio, del Cnos e di una miriade di attività a cui la città faceva riferimento fino all’aprile scorso, è ora gravemente lesionata in più punti, non è agibile e non hanno idea dei tempi e dei costi per la sua messa a norma. Intanto stanno organizzando per settembre dei corsi con il Cnos per elettrici, meccanici e meccanici per auto, in alcune aulette prefabbricate che dovrebbero essere posizionate a giorni fuori dal parco dell’attuale Oratorio: prevedono una cinquantina di ragazzi iscritti. Anche da qui ritorna a vivere una città. E noi siamo qui a dare una mano per quello che possiamo. L’impatto all’arrivo è stato appunto difficile, ed è stato bene arrivare un giorno e mezzo prima dell’inizio delle attività vere e proprie del Summer Camp, così abbiamo il tempo di ambientarci e accogliere poi i ragazzi che ci saranno affidati con il sorriso che si aspettano da noi.

Igino & c.

One thought on “L’Aquila post # 01

  1. Aspettavo questo post! (Ho fatto un po’ di editing, spero che non ti risenta, Gino…)
    In bocca al lupo per tutto! Parlate con le persone, e scrivete, mi raccomando!
    A presto,
    Elisa.

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